Gli angoli dei bambini

Angolo psicomotorio

Si tratta di materiale morbido e rigido di diverse dimensioni e colore con funzione di:
– favorire attività di movimento e giochi corporei che presentano crescenti livelli di difficoltà;
– sviluppare percezioni tattili, visive, uditive;
– sperimentare, misurare il sé e gli altri attraverso l’autoregolazione.
La modalità di uso del proprio corpo come conoscenza-conquista del mondo è caratteristica di tutta l’infanzia. La psicomotricità è una pratica che investe la globalità della persona come insieme di aspetti motori, affettivi, cognitivi, in continua relazione gli uni con gli altri ed in continua evoluzione.

Angolo delle attività grafico-pittoriche

Si tratta di tecniche espressivo-artistiche atte a:
– scoprire e conoscere, attraverso percorsi tattili, i materiali di tipo manipolativo, anche alimentari e naturali: colori, colla, didò, farina, pastella, carta di vario tipo, pastelli, gessetti, matite, acquerelli, farina, sabbia, foglie etc.;
– sviluppare l’autonomia e le capacità di esplorazione creativa e comunicazione attraverso tanti canali espressivi.
L’attività di manipolazione costituisce una delle principali forme di gioco creativo della prima infanzia, in cui l’aspetto ludico è strettamente legato ai bisogni espressivi del bambino. Attraverso le attività manuali i bambini apprendono quello che li circonda in maniera molteplice: toccano, annusano, vedono, sentono, giocano, inventano, immaginano.
La manipolazione è importante soprattutto per la motricità fine della mano e del braccio, in quanto il bambino utilizza sia il palmo che le dita ed impara a coordinare il braccio ed il gomito, quindi movimenti di lateralizzazione. L’attività di manipolazione permette anche di acquisire conoscenze spaziali (dentro, fuori, sopra, sotto…), conoscenze logiche (vuoto o pieno…) conoscenze sensoriali (freddo, caldo…). L’obiettivo è di stimolare le capacità percettive.
L’adulto svolge il ruolo di “osservatore partecipante” e di sostegno al bambino ed alla situazione, poichè interviene solo nel momento in cui lo richieda la situazione.

Angolo del gioco simbolico 

Si tratta di uno spazio atto a:

– stimolare il linguaggio verbale, l’espressione e la condivisione nel piccolo gruppo di emozioni e modalità di relazione a partire dal “giocare a far finta di essere..”, e attraverso il “come se” dato dal travestimento, dalla drammatizzazione e dalla cucina;

– favorire il gioco imitativo-simbolico;

– sviluppare l’affettività.

Il “far finta di” permette infatti al bambino di esercitare e sviluppare una serie complessa di capacità e potenzialità su vari livelli: cognitivo, linguistico-sociale, affettivo. Partendo dal vissuto del bambino, conoscenze es esperienze vengono rielaborate e trasformate in competenze. In questa veste il gioco assume valenze pedagogiche nelle sue potenzialità espressive, divenendo la “riedizione immaginaria” della storia emotiva, sociale e culturale del bambino.

Angolo della lettura e del gioco tranquillo

Si tratta di giochi di costruzione, incastri, domini, giochi di società, animali, macchine, libri di diverse forme e materiali, libri con sole immagini, libri di favole, libri-teatrino etc. atti a:

– favorire lo sviluppo della capacità di comprensione e comunicazione di una serie di immagini;

– facilitare la condivisione di esperienze emotivamente ricche e positive tra il gruppo dei bambini e gli adulti.

La lettura è importante per il bambino in quanto momento di piacere e di accesso ad un mondo fantastico e immaginario. E’ fondamentale che l’approccio al testo sia vario e diversificato senza alcun tipo di forzatura. I testi, essendo animatori di curiosità, stimolano, a seconda dell’età, varie modalità di approccio e permettono un’elaborazione fantastica che per ogni bambino è unica e particolare. L’adulto è un mediatore a disposizione che, non solo legge i testi, ma insieme ai bambini percorre una storia, sollecita la loro espressività, sottolinea le loro parole e ciò che emerge dal loro vissuto, facilitando inoltre la condivisione del patrimonio educativo e culturale di ogni famiglia.

Angolo del gioco euristico

Si tratta di esperienze di esplorazione e di ricerca che permettono di:

– sperimentare o scoprire il “senso” e il significato degli oggetti e dei materiali (naturali e non) messi a disposizione dagli adulti, in modo autonomo e libero da traguardi di riferimento;

– la conquista di competenze sociali attraverso il confronto e l’elaborazione dei conflitti, la cooperazione per l’uso e la gestione dei materiali; la maturazione dell’identità e dell’autonomia aumentando i tempi di concentrazione e la capacità di “stare” dentro un’occasione di gioco.

L’educatore osserva i percorsi esplorativi messi in atto dai bambini e svolge un ruolo di sostegno della motivazione al gioco stesso, creando gli stimoli alla continua composizione/scomposizione/ri-composizione delle conoscenze che, attraverso le varie attività materiali, vengono veicolate.